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HOTEL AU COL DU GRAND-SAINT-BERNARD

Le Col du Gran-Saint-Bernard

L'Ospizio del Gran San Bernardo

Il Valico: in un luogo spazzato frequentemente dal vento e dalle tempeste si eleva il colle del Gran San Bernardo (2472 m) che unisce Svizzera e Italia. La strada del colle, impraticabile per otto mesi all'anno per via delle imponenti nevicate, è ancora oggi preferita da molti come tramite tra i due versanti delle Alpi. I Romani, che gli diedero il nome di Mons Jovis, ne fecero il principale punto di attraversamento delle Alpi lungo l'asse Nord-Sud, e vi costruirono un tempio dove viaggiatori e soldati offrivano sacrifici per attirarsi il favore degli Dèi.

Il Messaggio: con la decadenza dell'Impero Romano erano venute meno le condizioni per un uso sicuro del colle del Mons Jovis. Fu allora che Bernardo di Mentone, arcidiacono di Aosta, vi costruì verso il 1050 l'Ospizio e assegnò a dei monaci dell'ordine di Sant'Agostino i compito di dedicarsi, rischiando la propria vita, all'assistenza dei viandanti. Il loro motto è: "Qui Cristo è adorato e nutrito". Per nove secoli rimasero fedeli alla loro missione, offrendo salmi ed inni a Dio, andando in soccorso dei viaggiatori e ospitandoli nell'Ospizio. Oggi i nuovi mezzi di comunicazione evitano di affrontare la dura esperienza della montagna, ma l'Ospizio vuole essere ancora un porto di pace e di amore, ospitale con tutti coloro che, cercando di dare un senso alla propria vita, hanno seta d'acqua viva.

L'Ospizio: il modesto riparo costruito da San Bernardo fu ingrandito nel corso dei secoli per poter assicurare ospitalità gratuita a tutti i viandanti. Altre costruzioni furono via via aggiunte: l'obitorio nel 1476, l'ostello San Luigi nel 1786, e finalmente la Casa Nuova nel 1899, che divenne, dal 1925 l' "Hôtel de l'Hospice". Dopo l'apertura del traforo del Gran San Bernardo nel 1964, nessuno affronta più il colle d'inverno per recarsi in Italia, o viceversa. Tuttavia l'Ospizio ha saputo riconvertirsi: è diventato fine a se stesso, luogo di incontro e riflessione dove il visitatore desideroso di silenzio e raccoglimento si reca per il proprio benessere. Sa che la casa è sempre aperta, tanto d'estate quanto d'inverno, e rimane col passare degli anni luogo di accoglienza e di preghiera.

I Cani: parlare del Gran San Bernardo fa venire immediatamente alla mente il cane, simbolo di dedizione e affetto, fedele compagno dei monaci. Quanti servizi ha resi il San Bernardo prima che arrivassero, a inizio secolo, gli sci! Cane da pista, sapeva ritrovare una traccia anche sotto una spessa coltre di neve o nella nebbia. Cane da valanga, era addestrato a cercare i viandanti smarriti o sepolti dalla neve. Oggi il soccorso in elicottero si avvale di cani più leggeri. Ma a ricordo di tutti i servizi che questa razza ha resi, l'Ospizio provvede a perpetuarla. Grazie a una selezione sempre più severa e alle continue cure, l'allevamento gode di un largo riconoscimento. I cani svernano a Martigny e con la bella stagione salgono al colle, dove sono oggetto di divertimento per i numerosi turisti.

La Chiesa, il Tesoro: la Chiesa attuale, terminata nel 1685, è stata costruita in puro stile barocco piemontese sopra la chiesa primitiva, la cripta, riservata oggi alla preghiera. Il coro della chiesa si raccomanda per i suoi stalli in noce massiccio e per l'altare maggiore dedicato all'Assunzione della Vergine Maria. La volta offre alla vista dei visitatori i fastosi affreschi dipinti dal Gnifeta nel 1686. Da notare anche un crocifisso del '600 e un magnifico organo del 1812. Il Tesoro contiene alcuni pezzi preziosi. Il busto dei San Bernardo, opera del '200 in legno policromo e argento, contiene le reliquie del fondatore dell'Ospizio. A fianco della croce processionale, donata da Aymon Séchal nel 1390, vediamo oggetti di culto di pregevole fattura e il Breviario del Mont-Joux, notevole per le sue delicate e variopinte miniature.

Il Museo: aperto nel 1987, il nuovo museo del Gran San Bernardo ripercorre la vita del colle e quella dell'Ospizio, tanto di ieri come di oggi. Ci fa scoprire la natura, la fauna, la flora, il clima rigoroso che impera a questa altitudine; ci mostra il mondo celta e romano attraverso numerosi oggetti votivi rinvenuti sul luogo dove aveva sede il tempio: accanto alla magnifica statua di Juppiter Poeninus vediamo gli ex-voto, le statuette e le tavolette votive offerte alla divinità dai viaggiatori, le monete galle e romane. Il museo ci fa anche rivivere la storia della Casa lungo i secoli, l'opera svolta dai religiosi che spesso, con l'aiuto dei cani e rischiando la vita, hanno soccorso e accolto migliaia di viaggiatori. Il museo ci mostra infine l'Ospizio odierno, col suo nuovo apostolato al servizio di tutti quelli che desiderano più luce.

Per informazioni: Ospizio del Gran San Bernardo
CH - 1946 Bourg-Saint-Pierre
Tel. +41 026 871236 - Fax +41 026 871107

(tratto dal dépliant dell'ospizio del Gran San Bernardo)
 
 
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